31 luglio 2009

Oh Cielo!

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Appena rientrato da una cena con i colleghi dell’ufficio. Stasera finale del torneo di calcetto delle Torri… abbiamo vinto, o meglio, hanno vinto i miei colleghi. Io ho giocato solo la prima partita e poi ho deciso di farmi da parte riconoscendo la superiorità di tutti i miei colleghi. Comunque, sono tornato un pochino brillo. Il capo ha pagato la pizza e il bere quindi ne abbiamo approfittato. In sostanza, per il secondo anno consecutivo AEK Ingegneria vince il torneo!

La giornata dei Mondiali di nuoto di oggi non offre nessuna medaglia agli atleti azzurri ma un bel passaggio di turno di Facci e Giorgetti in finale dei 200 rana, l’eliminazione di Lestingi (che nuota al di sotto del suo migliore) e di Rafagnani (che sinceramente è la prima volta che sento) e una staffetta 4×200 che finisce con una gran rimonta della Pellegrini che non offusca le belle frazioni delle altre tre frazioniste (Spagnolo, Filippi e Carpanese) che arriva appena giù dal podio. La frazione della Filippi, sull’1′56″ alto, credo sia figlia del lavoro su 800 e 1500 e non penso le si potese chiedere di più anche se lei dalla Capore si è subito rammaricarata di non essere andata più forte.
Ho appena finito di ascoltare l’intervista della Pellegrini dopo la qualificazione di stamattina. Si è lamentata del fatto che le altre 3 frazioniste non hanno tirato, media di 1′59″ alto. Non avrei mai pensato, soprattutto dopo le sue dichiarazioni di ieri in cui l’umiltà credo l’abbia messa sotto i piedi, di essere d’accordo con lei: in staffetta non si può andare piano! In staffetta si da il 110%. Soprattutto se sei stato convocato solo per fare la staffetta…

Da sottolineare il nuovo record mondiale (ormai siamo abituati) sui 100 stile del brasiliano Cielo: primo uomo sotto i 47″, con uno spettacolare 46″91 ai danni di Bernard e Bosquet (quest’ultimo partito in corsia 8…).
Mi ha impressionato il dorso del giapponese Irie. Bello, potete e redditizio: spalle in continuo rollio e testa ferma come se fosse staccata dal resto del corpo. Bello bello. Mentre Peirsol mi ha impressionato per lo scivolo e la naturalezza della nuotata: frequenza bassa ma velocità elevata.

In ultimo vorrei spendere due parole per i 200 rana femmine: ha vinto l’americana Soni. Non ha fatto il record mondiale ma non è tanto questa la notizia visto che comunque è stato fatto, se non mi sbaglio, in qualificazione o in semifinale. La notizia riguarda più che altro la nuotata della Soni che non chiude la bracciata fino a ricongiungere le mani vicino al tronco ma che anzi taglia la bracciata stessa appena le braccia sono larghe come le spalle; non ha una gambata con le caviglie che disegnano un bel cerchio dietro di se ma che, al contrario, si allontanano il meno possibile dalla linea immaginaria che passa in mezzo al corpo. Una nuotata, insomma, molto lontana dalla canonica rana che sono abituato a insegnare ma che allo stesso tempo è decisamente molto redditizia.

‘Notte…

PS: sono contento di essere riuscito a vedere la staffetta. Incastrato tutto in modo da riuscire ad essere a casa per l’ora X e ce l’ho fatta. Considerando che sono riuscito anche a nuotare 1 km in 20 minuti… bravo Paolo!

30 luglio 2009

Emozioni a non finire…

Archiviato in: Sport, Vita acquatica — bartxxxx @ 01:04

Altra medaglia d’oro e altro – il decimo prima dei 21 anni come lei sottolinea – record mondiale per Federica Pellegrini. Prima donna ad andare sotto il 1′53″. Un’altra bella emozione, non c’è che dire. Una gara condotta in maniera esemplare, come dimostrano i passaggi (27″34 – 28″26 – 28″78 – 28″60). Bella la nuotata, anche stavolta. E forse è la cosa che più mi ha colpito.
Unica nota negativa sono le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa. Sei figa, sì. Però non sei l’unica. Credo che un minimo di umiltà una persona anche ai suoi livelli dovrebbe sempre mantenerlo.
Rimane la prestazione, rimane lo spessore dell’atleta. Rimangono le emozioni che in due minuti scarsi di gara oggi, in meno di quattro l’altro ieri, riesce a trasmettere.

Bella gara di Alessio Boggiatto anche se non va oltre il 10° tempo in semifinale dei 2 misti. Lo aspetto, con Marin, ne 4 misti, gara completamente diversa da questa.

Incredibile il cinquantino a rana di Van de Burgh. Record mondiale nuotato con facilità incredibile e premiazione sui generis: il brasiliano Silva (secondo) che non riesce a trattenere la commozione e si inginocchia sul podio.

E per concludere, che tristezza Magnini. Arrivato chiaramente scoppiato a questo appuntamento non riesce ad andare oltre un 48.04 (che è sempre il nuovo record italiano) e accampa scuse una dietro l’altra come il più inesperto dei pivelli: Respiro a sinistra e nella vasca di ritorno non vedevo nessuno. E respirare una volta a destra? Dico io…

Davanti a questi risultati, il racconto della traversata di domenica penso che possa aspettare. E’ andata bene, ci siamo divertiti un sacco e il lago, come sempre, ha lasciato il suo segno indelebile.

Ora me ne vado a dormire… Sono proprio stanco!

29 luglio 2009

Grazie Alessia, grazie Federica

Archiviato in: Sport, Vita acquatica — bartxxxx @ 01:52

Mi sono emozionato oggi pomeriggio. Devo ringraziare Alessia Filippi. Sono tornato a casa dal lavoro appena in tempo per vedere la finale, era un appuntamento che non volevo assolutamente perdere. Mi sono emozionato, dicevo. Sì perchè Alessia mi è sempre piaciuta, dalle sue prime gare ad alto livello, da quando faceva i 4 misti. E’ una ragazza che ha le palle, che sa soffrire. Mi sono emozionato come non pensavo, a metà gara avevo il cuore che batteva forte e non sono riuscito a staccarmi dalla televisione fino a quando non hanno fatto vedere le immagini della gara successiva.
Sono proprio contento per lei. Sono contento anche perchè secondo me è il risultatodi una filosofia sana prima che vincente. Sono contento perchè ha vinto secondo la nuotata più elegante di tutta la finale, con i recuperi a braccia piegate, gli appoggi e le trazioni fatte come dio comanda e uno scivolo che incredibile. Sono veramente rimasto impressionato dallo stile pulito di Alessia.
Grazie Alessia. Grazie perchè neanche io pensavo avrei sentito così tanto la gara di una persona che manco conosco. Grazie per aver risollevato la passione che ho nel nuoto, un po’ abbacchiata dal comportamento della FINA e della FIN.

Ho appena rivisto la semifinale di Federica Pellegrini. A parte la semplicità con cui ha nuotato il nuovo WR, mi è molto piaciuta la nuotata. Anche lei molto pulita, qualitativamente curata e, a prima vista, praticamente perfetta. E’ bello vedere che i risultati possono venire unendo potenza, allenamento e resistenza alla tecnica. Ero stufo di vedere risultati eclatanti accompagnati da una nuotata in cui si massimizzava l’efficacia a discapito dell’eleganza. Grazie anche a te Federica, nonostante tu non mi stia così simpatica, per le belle emozioni di questi giorni.

…nel video mancano gli ultimi 500 metri circa. Purtroppo su Youtube ancora non c’è la seconda parte, così come manca la semifinale della Pellegrini.
Da questo video credo comunque si capisca meglio quello che cercavo di spiegare prima a parole…

25 luglio 2009

Diario di bordo: venerdì e sabato

Archiviato in: Vita acquatica, Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 23:59

Venerdì mattina. Ultimo giorno di barca per Rouge e me. Sveglia ore sette meno un quarto. Colazione veloce, smontaggio del tendalino (ormai siamo dei razzi), ultime operazioni di routine e abbiamo mollato gli ormeggi.
La rotta è ovviamente obbligata. Rotta verso nord, bisogna ancora scegliere se fermarsi in rada a Saint Tropez oppure tentare la sorte e raggiungere Saint Raphael e vedere se c’è un posticino per noi in uno dei suoi tre porti.
Dal porto di Bormes alla prima meta sono circa 20 miglia, altre 10 per arrivare a Saint Raphael. In pratica siamo rimasti tutto il giorno in navigazione tranne una pausa per riposarsi un pochino, farsi un bagnetto e mangiare le ultime due o tre piadine della vacanza.
Visto che nell’ora che ci siamo presi di pausa (eravamo nella baia vicino a St. Tropez) il meteo è peggiorato, abbiamo deciso di dirigerci senza indugio verso la meta.

Per fortuna abbiamo trovato posto nel porto vecchio, proprio in centro città. L’ultimo posto disponibile. O meglio, il posto lasciato libero dalla polizia che era andata chissà dove e che sarebbe tornata il pomeriggio dopo.
Il porto è uno porticciolo per pescatori, 150 posti barca, il 90% occupati dai pescatori locali o dalle barche degli autoctoni. La capitaneria è un container posto sopra un altro che funge da blocco servizi igienici. E c’è pure il benzinaio. Insomma, un porticciolo piccolo ma funzionale.
Appena finito le operazioni di attracco e assolte quelle burocratiche, siamo andati a cercare la stazione così da farci un ‘idea sulla levataccia che ci sarebbe toccata il sabato. Non ero più abituato a stare in mezzo a tanta gente e, a quell’ora, il lungo mare sembrava Omegna durante una domenica dei fuochi. Non vedevo l’ora di tornare sulla barca…
Prima di cena, doccia e ultimo aperitivo con birra e salame mentre Gian, Patty e Wilma si facevano un bagnetto al mare. Dopo cena siamo finalmente andati a berci un Mojito… era da una settimana che aspettavo. Da segnare: i francesi non sono buoni a fare un mjito e lo fanno pagare oro.
Nel frattempo, abbiamo fatto scappare un gruppo di ragazzi locali che, alla vista dei cessi del porto (con codice digitale per entrare), smebrava avessero visto chissà che cosa ed erano tutti esaltati. La nostra paura era che volessero spaccare tutto. E quando siamo andati a dormire, la mia paura era che ce li trovassimo in cabina… Ci ho messo un po’ a prendere sonno…

Sabato. Altra levataccia. Per fortuna le valige erano già pronte, quindi colazione veloce, saluto ai compagni di merende e camminata verso la stazione. Treno per Cannes e poi locale per Golfe Juan. Birretta in riva al mare e partenza per Vimercate in macchina. Dopo aver portato il Rouge a casa sua, aver svuotato la borsa e aver raccontato qualcosa alla zia, sono ripartito per Omegna per andare a prepararmi al meglio per la traversata del lago del giorno dopo.

Qui finisce il diario di bordo di questa settimana passata tra onde, vento, amici, pensieri, birra Spaten Munich, Fagolosi, docce contingentate, sale sulla pelle, stellate incredibili…
Una settimana durata troppo poco. Dalle due facce. Sicuramente sono riuscito a mettere in luce solo la faccia più riflessiva, più pensierosa. D’altronde, scrivevo quando ero solo, con l’iPod nelle orecchie e i mille pensieri facevano capolino nella mia testa. Anche di questo avevo bisogno. Anche questo volevo da questa vacanza.

L’altra faccia è che mi sono divertito un sacco. Visto posti da mozzare il fiato. Essere stato bene con i miei amici. Essere stato bene con me stesso. Purtroppo non posso dire di essermi riposato troppo, i sonnellini pomeridiani dei primi giorni sono stati vanificati dalle due levatacce degli ultimi giorni.

PS: non ho messo nessuna foto perchè devo aspettare il rientro dei compagni di merenda visto che ho usato la macchina foto di Enri e di Patti…

23 luglio 2009

Diario di bordo: giovedì

Archiviato in: Vita acquatica, Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 23:59

Stanno tutti facendo il riposino pomeridiano. Viste le previsioni meteo abbiamo chiesto di poter rimanere in porto fino a domani, il tempo e il vento dovrebbero migliorare. Dicono. Speriamo. Oggi era previsto un vento da est forza 7. Sticazzi.
Ci hanno fatto spostare dal bacino d’onore, però. Peccato! Avevamo fatto conoscenza con uno skipper di professione che ci ha dato un sacco di dritte e, cose da non sottovalutare, eravamo proprio al centro del porto. Domani comunque di partirà presto per risalire fino a Saint Raphael e sabato Rouge e io prenderemo il treno che ci riporterà alla macchina. La settimana di vacanza è praticamente finita. Domenica traversata del lago e poi lunedì si torna a lavorare.

Mentre sono qui a scrivere, con l’aria che dai boccaporti aperti, tutti che dormono, liPod che srotola una canzone dietro l’altra, non riesco a non pensare. Pensare a me, come mi sento, come vorrei sentirmi, a Marta, che comunque in un modo o nell’altro riesce a mancarmi. Ci sono dei momenti in cui la sensazione che lei sia qui con me è così forte che quando mi accorgo del contrario ci rimango quasi male. Certe coglie di coccole e di coccolare sono esplosive quando non riescono a trovare sfogo. E in questi giorni è capitato un paio di volte che mi scoppiasse una bomba del genere in faccia. Poi però penso agli ultimi mesi e la cosa rientra un po’; nonostante l’amaro in bocca rimanga.

Ora mi metto a pisolare anche io…

PS dopo il pisolo (pisolo…2 orette circa!)
Vasco è subdolo, così come è subdolo l’iPod che fa partire certe canzoni quando meno te lo aspetti. Sicuramente è una coincidenza ma sta di fatto che è partita Non vivo senza te mentre ero nel dormiveglia che precede la sveglia. E’ partita mentre il mio cervello, nonostante stessi ancora dormendo, era ricettivo al massimo. E l’effetto è stato devastante quanto immediato.
Speravo che questa vacanza mi aiutasse anche a tirarmi un po’ fuori da questa situazione in cui mi trovo. Che mi aiutasse a prendere una decisione in una direzione piuttosto che nell’altra. E invece sono qui, convinto di quello che ho fatto e sto facendo e consapevole di non voler stare ancora male ma allo stesso tempo così vulnerabile che basta una canzone – seppur non una qualsiasi – per far vacillare tutte le mie convinzioni e i miei ragionamenti.
Devo farne ancora di strada per considerarmi fuori da questa situazione. Ma poi, siamo sicuri che io per primo voglia uscirne? Domande su domande. E più scrivo più me ne vengono. Andrò in bagno, così smetto di scrivere. E di farmi doomande.

22 luglio 2009

Diario di bordo: mercoledì

Archiviato in: Vita acquatica, Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 23:59

Oggi giornata ventosa. Troppo ventosa. Siamo partiti presto dalla rada con destinazione Port-Cross, dove in teoria avremmo dovuto trovare un posto ai gavitelli o nel porto. Abbiamo rinunciato dopo aver mangiato tra un beccheggio e l’altro. Ci siamo diretti verso il porto di Bormes con la speranza che ci fosse posto. Per fortuna le nostre speranze sono state ben riposte e ora scrivo dal bacino d’onore del porto “Le Mimose”.
Sono arrivati gli altri… andiamo a mangiare nel ristorante qui di fronte. Dobbiamo solo scendere dalla barca e fare quattro passi di numero.
Ciao.

21 luglio 2009

Diario di bordo: martedi

Archiviato in: Vita acquatica, Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 23:59

Stasera ci siamo fermati in rada ad un paio di miglia da Saint Tropez. Abbiamo navigato praticamente tutto il giorno, ci siamo fatti un giretto nel porto di Grimaud e poi abbiamo buttato l’ancora qui dove siamo ora, nella Baie de Canebiers. Che bello è Port Grimaud? Una sorta di Venezia francese.
Finalmente oggi abbiamo iniziato a fare qualche foto; purtroppo di fotografie in cui ci sarò io non ce ne saranno molte visto che il sottoscritto  è il fotografo ufficiale. Neanche lasciando a casa la mia macchina sono riuscito a sfuggire al destino.

Comunque, sono le 23:46 e tutti sono già a dormire, chi cotto dal sole, chi stanco e chi spaventato dall’ora della sveglia di domattina. Già, domani sveglia ore 7:30 per riuscire a partire presto, destinazione Isole di Porquerolles.
Mi ero ripromesso, in questa settimana, di dare una lettura veloce alla nuova procedura di calcolo per il fabbisogno energetico di un edificio della Rgione Lombardia. Oggi mi ci sono messo ma, come ampiamente preventivato, mi sono addormentato secco dopo 5 pagine. Che dormita mi sono fatto! Praticamente 2 ore, coccolato dal beccheggio della barca e dalla musica. Sarà per questo che ora non ho troppo sonno…

Siamo diventati troppo bravi a fare gli ancoraggi: oggi ci siamo riusciti al primo colpo! Abbiamo, invece, ancora qualche problemino con l’allestimento del tendalino; operazione che al momento non è esente da bomate in testa – stamattina è toccata a me, ho un bel bernoccolo in testa – me che, una volta portata a termine, da ottimi risultati.

Quando ho deciso che avrei tenuto questa sorta di diario della navigazione con l’intento di pubblicarlo qui sul blog al rientro, pensavo che avrei avuto più cose da scrivere. Invece mi ritrovo qui a scrivere solo della quotidianità, senza riuscire a raccontare le mie sensazioni. La verità è che penso tanto a Marta, a volte mi manca un sacco perché certi momenti vorrei riuscire ancora a viverli con lei, nonostante tutto e tutti. Altre volte invece mi rendo conto che per vivere quelle cose bisogna essere in due, con la voglia e il piacere di stare insieme.
Ieri continuavo a pensarla quando siamo andati a nuoto dalla barca alla spiaggia.
Non so. Forse ammettere che sia finita in modo assoluto mi fa paura. Forse, il fare quell’ammissione sarebbe una sorta di certificazione della sconfitta. Forse è per questo che, pur sapendo come stanno le cose – o per lo meno, immaginandole – un po’ continuo a pensarci. Per fortuna non lo faccio più con l’ansia dei primi mesi…

Domani devo anche trovare il tempo per fare qualche addominale e qualche flessione. Mi sembra di lievitare a vista d’occhio nonostante le gambe siano cotte – avanti e indietro sa poppa a prua, nuotate, continua mantenere l’equilibrio – la pancetta mi sembra aumentata. E non posso neanche dare la colpa alla stitichezza da adattamento che mi contraddistingue in queste situazioni: da quando ho scoperto l’ebrezza di farla in mare, non riesco a trattenermi!

Sulle note di Tell me baby dei RHCP me ne andrò a dormire… ZzZzZzZzZzZz…

PS: ho i piedi distrutti dal continuo prendere dentro in tutte le cose si possano prendere dentro… disastro!