La canzone che gli Afterhours hanno portato a Sanremo è a dir poco stupenda. L’ho sentita l’altra sera giovedi sera ed è come se un treno mi fosse passato sopra a tutta velocità e a pieno carico. Il Paese è reale, una canzone che non ci azzecca nulla con Sanremo (e per fortuna direi) ma che personalmente mi ha fatto rivalutare il festival, lei e la comicità intrinseca che ha la coppia Bonolos-Laurenti.
Poche canzoni mi colpiscono al primo ascolto. Di solito ho bisogno di sentirle almeno un paio di volte per riuscire ad apprezzarle. Gli Afterhours c’erano già riusciti con Bye Bye Bombay a farmi rimanere a bocca aperta e con le orecchie tese ad ascoltare ogni singola nota della canzone. La canzone era sulla Locompilation 07. Compilation che devo dire mi ha aperto un po’ la mente: Joy Division, Lou Reed e appunto Afterhours. Avercela ancora quella compilation! L’ho prestata alla mia amica Giorgia quando siamo andati a fare una trasferta quasi due anni fa e non l’ho più vista… né sentita…sniff sniff…
E poi, da un mesetto a questa parte su Virgin Radio fanno girare la cover di Impressioni di settembre, della PFM, rifatta dai Marlene Kuntz. I Marlene sono stati proprio bravi a restituire in modo impeccabile questa canzone anni e anni dopo la sua uscita.
Per un certo verso, ho un legame sentimentale con questa canzone. Era contenuta nella cassetta di “assaggio” della raccolta Italia del Rock di Repubblica di 15 anni fa. Credo che quella cassetta sia stata fatta girare almeno una volta in tutti i viaggi affrontati dalla famigghia negli anni successivi. E poi mi ricorderò sempre mio padre che mi racconta della particolarità del suono fatto con il mug (si scriverà così?) e del fatto che la PFM sono stati i primi ad utilizzare questo strumento elettronico in Italia. Ma al di là di questi dettagli “tecnici”, quando il ritmo si alza boh, non so come spiegarlo, ti prende dentro ti fa fare due giravolte su te stesso e poi come si abbassa, ti rimette seduto.
E intanto si sta organizzando il week end di pasqua in barca. Sarà strano. Sarà diverso. Ma tutto in questo periodo è diverso. Anche io sono diverso. Forse amareggiato. Forse deluso. Forse arrabbiato con me. Forse ancora ci credo. Forse anche no. Forse sono tutte queste cose insieme con la consapevolezza che “…io non tremo è solo un po’ di me che se ne và giù nella città, dove ogni strada sa condurre sino a te e io no…”.
Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell’aria.
Odori dell’amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos’è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.
Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell’aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l’aria intorno è più nebbia che altro
l’aria è più nebbia che altro
E’ certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai…
Nuotando nell’aria Marlene Kuntz