Venerdì 25. Uscita del film. E noi, Marta, Gioggi, Ale (suo ragazzo) e io eravamo lì, in prima fila. Be’, forse prima prima no, la fila era la M. L’avevo promesso a Marta quindi eccoci là.
Non sto a raccontare il film, la trama consiste nella storia d’amore tra una diciassettenne e un 37enne. Effettivamente, al di là della differenza d’età, il copione è simile a quello di altre commedie d’amore.
Dico subito che il film mi è piaciuto. Certo, non ci sarei mai andato da solo o come conclusione di una serata tra maschi (come dice mia cuginetta).
Gran merito della riuscita del film è da ascrivere sicuramente a Roul Bova che si dimostra un ottimo attore “non impegnato” mentre la figura della diciasettene risulta essere, a mio parere, un pochino finta e poco rappresentativa (spero) di quelli che sono i teen-agers di oggi.
Il film funziona, scorre via veloce e piacevolmente anche se credo che questo sia dovuto al fatto che Moccia si concentra sull’interno della coppia e non su quello che accade al suo esterno. E cioè? Nel senso che non si vede nel film, se non di sfuggita, l’incontro/scontro tra due mondi così diversi come quelli rappresentati dai due protagonisti. Le mediazioni, le discussioni, i litigi, insomma il rapporto vissuta nella vita quotidiana tra gli amici, la scuola, i genitori e il lavoro.
Certamente una cosa è vera: sognare è un diritto di tutti e sognare è bello. E quando si riesce a trasformare il sogno in realtà, be’, sembra di toccare il cielo con un dito. Questo lo posso assicurare io.
Prodi è caduto. L’opposizione, l’Udeur, Dini festeggiano. A me sembra tanto una vittoria di Pirro. Il risultato alla fine sarà quello che a prendere il peperone nel culo saremo comunque noi.
Non ho molte parole. Sono abbastanza amareggiato perchè, come ho sentito dire, il governo è caduto non su problematiche del paese. Il governo è caduto… be’, per tanti motivi, per questa porcata di legge elettorale, perchè Mastella alla fine ha gettato la maschera, così come Dini. Ed è caduto anche per errori del Governo stesso. Di certo, e ne sono convinto, non è caduto grazie all’opposizione.
Riporto l’editoriale di Massimo Giannini appena trovato su Repubblica.it: MOLTI MERITI, MOLTI ERRORI
Stavolta è finita sul serio. Il “guerriero”, come l’ha orgogliosamente ribattezzato Diliberto, si è arreso. Triste destino, quello di Romano Prodi. L’unico leader politico di centrosinistra che riesce a vincere contro Silvio Berlusconi per ben due volte, ma per una ragione o per l’altra non riesce a governare per più di 600 giorni. Il Professore ha combattuto fino all’ultimo, ridando uno straccio di orgoglio e un briciolo di dignità a quel pezzo di coalizione che l’ha sostenuto fino all’ultimo. Ma al Senato, il suo vero Vietnam, nulla ha potuto contro il “fuoco amico” dei proto-comunisti alla Turigliatto, dei soliti trasformisti alla Mastella, degli pseudo liberisti alla Dini.
Romano si è fermato a Ceppaloni. Si compie così il destino di un governo che ha finito per pagare un prezzo di immagine e di credibilità molto più alto dei suoi effettivi demeriti. Il risanamento dei conti pubblici in appena un anno e mezzo è un risultato vero, che già di per sé basterebbe a considerare tutt’altro che inutile la pur breve e rissosa stagione del “prodismo da combattimento”.
Certo, Prodi ha commesso molti errori. Se dopo il voto della primavera 2006 avesse accettato l’idea di non aver stravinto una tornata elettorale sostanzialmente pareggiata, e avesse lasciato all’opposizione la presidenza di almeno un ramo del Parlamento, oggi forse racconteremmo un’altra storia. Se avesse saputo mettere in riga giganti e nanetti dell’Unione in conflitto permanente effettivo con la stessa grinta sfoderato in questi ultimi tre giorni di crisi, oggi forse non sarebbe caduto per mano dei suoi stessi alleati.
Se avesse compreso fino in fondo la strumentale irriducibilità della scelta ribaltonista consumata dalle truppe mastellate e dal manipolo diniano, oggi forse ci avrebbe risparmiato lo spettacolo, indecente per gli eletti e umiliante per gli elettori, di un Palazzo Madama trasformato in osteria, tra insulti, sputi e bocce di spumante.
Ma l’uomo è così. Alla fine ha prevalso la linea del “meglio perdere che perdersi”. Meglio affrontare la sconfitta a viso aperto, offrendo in pasto al Paese il nome e il cognome dei congiurati che uccidono il governo, e degli sciagurati che hanno reso ingovernabile l’Italia, architettando alla fine della scorsa legislatura una riforma elettorale vergognosa che proprio ieri ha prodotto l’ultimo, insostenibile corto-circuito: la fiducia alla Camera, la sfiducia al Senato. Ora che il ciclo di Prodi è finito, quello che comincia è un’avventura in una terra incognita. È quella che Giulio Tremonti definisce la “crisi perfetta”, quella dove nessuno controlla niente, e nessuno capisce come se ne possa uscire.
Sul terreno politico-istituzionale restano solo macerie. Per il Professore un reincarico è impensabile. Per un governo tecnico-istituzionale alla Marini i margini sono strettissimi. Per il centrosinistra non si vedono sbocchi unitari: la Cosa Rossa di Bertinotti e company riconquista l’allegra e irresponsabile adolescenza del non-governo e delle mani libere, il Pd di Veltroni sostiene il costo più alto precipitando nel baratro del governo, e rischiando di veder trasformata la sua legittima “vocazione maggioritaria” in una traversata nel deserto incerta e solitaria.
Per il centrodestra, in mille pezzi solo fino a due settimane fa, quando le mura della Casa delle libertà erano crollate sotto i colpi di piccone della “rivoluzione del predellino” del Cavaliere, si rivede invece un orizzonte unitario. E soprattutto si riapre la strada per Palazzo Chigi. Sarà difficile se non impossibile, perfino per il presidente Napolitano, fermare la “macchina da guerra” berlusconiana, che l’uomo di Arcore vuole lanciata a folle corsa verso il voto anticipato. Con tanti saluti alla crisi dei salari, al tracollo dei mercati, al referendum di Segni e Guzzetta. Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l’eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la “porcata” di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un’altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l’eversore padano Bossi e forse lo stesso “traditore” toscano Dini. Con l’ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esistano a tenere in ostaggio un’intera nazione. Povera Italia. Meritava di più.
Posto il video della definizione dello stesso Calderoli, sulla sua legge elettorale:
Lavoro. La ricerca procede e qualche frutto inizia a darlo anche se per il momento sono sempre qui a casa. Un po’ si studia, un po’ non si lascia studiare, un po’ si cazzeggia e un po’ ci si incazza. Già! Ci si incazza a vedere certe cose.
1:. La monnezza a Napoli. Come ormai hanno detto tutti questa che viene chiamata emergenza, emergenza non è. Ma al di là di questo, che potrebbe essere considerata una vera e proprio presa per il culo, mi incazzo perchè mi chiedo come mai in gran parte dell’Italia la raccolta differenziata funziona (la provincia di Verbania, la mia provincia, è da quando vado io alle elementari che fa la raccolta differenziata) mentre le immagini che arrivano da Napoli evidenziano il livello di menefreghismo e ignoranza presente nella popolazione. Certamente i politici (o politicanti? Pecoraro Scanio, Bassolino e Iervolino, se ci siete battete un colpo!) hanno la maggior parte della responsabilità ma cazzo, un minimo di intelligenza. E poi, non vogliono gli inceneritori ma hanno dato fuoco ai mucchi di pattumiera per strada, agli autobus e ai camion dei pompieri. Gioco: quali sono le cose più nocive?
2:. Mastella. E’ notizia fresca che il suo partitino, o meglio la sua famiglia, ha lasciato la maggioranza. Bene. Ha un po’ rotto il cazzo. Sinceramente. Prima i disastri con De Magistris e Forleo, poi le continue minacce di caduta del governo ad ogni voto di fiducia. Un partito come l’UDEUR tiene in scacco l’Italia.
Sinceramente quando sono andato a votare alle ultime politiche, ero convinto che il centrosinistra, l’Unione, fosse diversa dal centrodestra. Valori come l’onestà verso gli italiani e verso le istituzioni, rigore morale, ecc. e invece… un cazzo. Mi sembra che l’ottimo lavoro di molti ministri (Padoa-Schioppa, Damiani, Bersani e altri) stia venendo o sia venuta sminuita dalle malefatte di pochi ministri, Mastella in primis. E la domanda ora sorge spontanea. Perchè cazzo Prodi non l’ha mandato subito? Paura che cadesse il governo (e quindi cosa ci abbiamo guadagnato rispetto ad ora?) oppure paura che che venga fuori qualcosa?
CHE SCHIFO!
3:. Il putiferio per la mancata visita del professore Papa alla Sapienza. Ok, non l’hanno fatto parlare, non lo volevano poverino, avrebbero fatto delle manifestazioni contro. Ma che ora si continui a buttare benzina sul fuoco mi sembra un’esagerazione. E poi l’Italia è spaccata. Per forza!
MA BAFFANCULO VA’!
Domani giornata di colloquio. E sono ancora sveglio. Purtroppo anche se sono stanco, dopo l’allenamento non riesco mai ad andare a dormire ad un’ora decente. E il mattino dopo pago. E stavolta, il mattino dopo è mattino di colloquio di lavoro. Cazzo.
Chissà se finirò a fare il cassiere?
Però oggi sono passato in uni. Sono andato a salutare gli amici e il professore. E forse ci scappa un lavoro in dipartimento. Vedremo.
Intanto ho saputo che il professore che mi ha fatto le domande alla discussione della tesi si è poi interessato ad una eventuale pubblicazione del lavoro. Soddisfazione a manetta.
Bene. Sono qui davanti al monitori da 24″ del nuovo iMac. Sfrutto la nuova scheda tv, regalo di natale del fratellino smanettone. E intanto, dopo i bagordi dell’aperitivo festa di laurea di sabato sera, sono alla ricerca di un posto di lavoro. Da Milano ancora nessuna novità, finito questo post scriverò una mail per vedere se la società esiste ancora o meno.
Comunque, la festa è andata molto bene, credo ce la si ricorderà per un po’ o, almeno, io me la ricorderò per un bel po’. C’erano i miei amici di Vimercate e c’erano i miei amici di Omegna (venuti apposta). Mi hanno fatto commuovere, anche. E hanno rimpiazzato l’autoradio rubata.
Grazie grazie grazie.
Certo che cercare lavoro mentre si guarda Porta a porta non è molto incoraggiante ma tant’è…
E intanto Sarkozy aembra che si sposi la Bruni, noi vinciamo i campionati mondiali di calcio, loro si portano via le nostre bellezze…
E’ arrivata l’ora di scrivere la mail e poi di andare a dormire.