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Tempo. Undici giorni giusti che non do notizie di me. Troppi. Sentivo ieri, mentre facevo l’autista della sposa, che ci sono mille mila di miliardi di blog aperti al giorno nel mondo ma che sono una percentuale risibile raggiunge l’anno di vita. In realtà non è questo il nocciolo del discorso. E’ che Linus ha poi detto che esiste una sorta di tacito accordo tra i bloggers che “obbliga” a scrivere almeno un post alla settimana. Sti cazzi. A volte non scrivo per quindi giorni un mese. Bhè, in realtà non era di questo che volevo scrivere ma almeno ho allungato il post. Pirla.
Allora. Rientriamo in topic o, per lo meno, tentiamo di farlo.
Sono stato cazziato perchè non ho scritto nulla della serata di due venerdì fa. Chiedo venia me non ho praticamente avuto il tempo di collegarmi in questi giorni. Quindi, venerdì l’altro ho mangiato uno dei profitterol più buoni mai assaggiati e, devo ammettere, anche i pasticcini non erano niente male. L’occasione l’ha fornita il compleanno di Giulia, Carla per gli amici, che ha passato tutta la sera, e il giorno dopo, a chiedersi cosa avessimo mai raccontato a Marta di lei. Giuliè, Marta aveva mal di schiena e non voleva sedersi per paurda di rimanere bloccata. Ora te lo posso dire.
Comunque, serata impeccabile, come solitamente accade a casa Tip&Carla.
Week end votato al salvamento poi. Cremona sta volta. Regionali di categoria. E’ tardi per fare l’analisi delle gare. Dico subito, a scanso di equivoci, che non ho fatto nessun tempo per gli italiani assoluti e questo mi costa il perculeggio perenne sia del coach che di Marta. Anche perchè lei alla prima gara di salvamento il tempo l’ha fatto. Merdaccia!
Comunque, una due giorni da ricordare. Albergo carino, ristorante ottimo [buono il tiramisù], frappè costoso, letto singolo solitario. La domenica è volata, tra una gara e l’altra, tra chi riesce a dormire sugli spalti in cemento e in mezzo al casino, tra chi deve studiare e viene interrogato da un precisino, tra un precisino che interroga quello che deve studiare e, cosa bella, tra un incitamento e l’altro.
E soprattutto il viaggio di ritorno. Marta, io, il caldo, la musica, la stanchezza, il non voler dormire (Marta) per far compagnia all’autista (io), le soste all’autogrill, il piacere e la voglia di stare insieme.
Evito di parlare della tesi. E’ meglio. Non mi basterebbe un calendario per inventarmi le bestemmie.
Certo è che faccio molto di più quando sono da Marta che a casa mia. Inizierò a chiedere ospitalità più di quanto chieda ora.
E siamo arrivati al week end appena passato. Troppo poco tempo per salutare Marta. Poco tempo per fare 300 e passa chilometri. Ma non c’era nessuno in giro. Bel matrimonio. Sono stai davvero bravi. Il borgo dove c’era la chiesa era uno spettacolo, il ristorante pure e il menù buonissimo e non pesante.
Betta, eri bellissima e mi hai stupito nel non vederti piangere troppo. Cosa che non posso dire di tua sorella e della tua amica Elisa.
Settimana conclusa al Saloon a Milano a recuperare Giorgia e SMarta e a salutare il coach. E tornare a casa alle 2.
Piccolo particolare: ho rotto la macchina. cazzo. Guarnizioni della testata del motore da rifare. Fino a mercoledi almeno senza macchina. Porca di quella troia!
Ora vado a nanna. Devo ancora recuperare il week end e l’allenamento di oggi.

Italiano, terrone che amo Skiantos




