31 dicembre 2005

Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Archiviato in: Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 00:16

Sempre più freddo!

gelata.JPG

29 dicembre 2005

Non sono sparito

Archiviato in: Vita di tutti i giorni — bartxxxx @ 00:38

Non preoccupatevi, non sono scomparso. E’ che ho passato il Natale (andato bene? Io non mi posso lamentare) a Omegna, a casina mia con i miei e non avevo alcuna voglia di stare collegato le ore su internet. Se poi contiamo che per controllare la posta dovevo ogni volta entrare nell’account di mio padre e mettere sempre i miei dati, la cosa mi scocciava e non poco.Comunque, da domani inizierà una serie di doppi allenamenti (alle 8 del mattino e alle 6 del pomeriggio) che spero non mi uccidano quindi ora vi saluto e me ne vo’ a dormire; l’elenco dei regali e le impressioni su questo natale saranno pubblicate prossimamente. Prima di andare a dormire voglio consigliare a tutti il gruppo di un mio amico che ha presentato il primo cd giusto venerdi scorso: Charmille.
Notte…

23 dicembre 2005

Franz Ferdinand @ Mazdapalace, 17/12/05 – THE Live Report

Archiviato in: Musica — bartxxxx @ 01:06

Ed eccoci qui a scrivere del concerto di sabato scorso. Sta sera sono tornato presto dalla cena con la Vimercate Nuoto e il vedermi il video di Doesn’t Remind Me degli Audioslave su MusicBox ha messo in moto la mia vena creativa. Forse…
Bene. Possimao iniziare. Arriviamo in zona Mazdapalace verso le 20.30 e subito si presenta il problema del parcheggio della machine. Una cosa risulta essere subito chiara: mai e poi mai avrei parcheggiato nel parcheggio di lampugnano. Ci avremmo messo un’ora a cercare il parcheggio e ce ne avremmo poi messe due per uscire alla fine del concerto. Quindi abbiamo puntato subito in un posto segreto (che non svelerò neanche sotto tortura) dove puntualmente abbiamo trovato posto. Certo abbiamo dovuto camminare cinque minuti a piedi, forse dieci, prima di arrivare davanti alla biglietteria del Mazda.
Ed ecco uno scoglio inatteso: la coda per prendere i biglietti comprati sul circuito TicketOne! Ora, qualcuno mi spieghi perchè chi compra il biglietto in internet e quindi paga oltre alla prevendita anche i diritti del suddetto circuito, poi deve farsi anche venti minuti di coda per ritirare un biglietto che è suo di diritto? Anche perchè il ritiro è consentito solo da un’ora prima dell’inizio del concerto fino all’ora di inizio circa. Secondo me è assurdo!

Bhè, al di là di queste piccole cose, e superata la coda per i biglietti, alle 21 riusciamo a superare i cancelli e facciamo il nostro ingresso in un palazzetto già pieno di pubblico. Ammetto che così tanta gente non me lo aspettavo, considerando che i FF sono al loro secondo disco e che il genere è un po’ di nicchia, se mi passate il termine…
Ma proseguiamo. Purtroppo siamo arrivati troppo tardi per sentire sufficientemente i Rakes (siamo entrati a metà dell’ultima canzone) anche se vista la risposta del pubblico e l’energia messa sul palco dal frontman ho dedotto essere stata una scelta azzeccata come gruppo spalla.
Dopo una mezzoretta abbondante (tempo tecnico per il cambio di palco) ecco i quattro ubriaconi scozzesi salire sul palco accompagnati da un gingle stile 2001 Odissea nello spazio.
Partono subito forte, i quattro, con This Boy, Come On Home e Do You Want To una dietro l’altra senza salutare e senza fiatare quasi fossero venuti semplicemente a fare il loro sporco lavoro. E invece sono stati uno spettacolo.
E il pubblico se ne è accorto. Noi eravamo seduti sulle gradinate laterali (stare nella calca sotto il palco è una figata, ma questo concerto me lo volevo godere!) e si è potuto vedere come il pubblico sia stato trascinato dai FF a scatenarsi e a ballare con loro. Quando il concerto è iniziato mi è venuto automatico alzarmi in piedi; peccato che girandomi ho visto tutti seduti e ho pensato: “OHHHH!!!! Ma siamo ad un concerto rock! Non si può stare seduti!!!”… bhè, ci hanno pensato loro a fare alzare tutti.
Il concerto è poi volato via in un’ora e venti circa di suoni e colori passando da canzoni dell’ultima fatica a canzoni del disco di debutto, tutte suonate con una qualità di esecuzione da sembrare un cd.
La canzone più riuscita secondo me è stata You’re The Reason I’m Leaving, suonata con una velocità e una potenza che sul cd non c’è traccia. Quella meno riuscita Eleonor Put Your Boots On ma per colpa di problemi tecnici, del tipo che la persona al mixer si è dimenticato di alzare la voce di Kapranos. Bellissima anche l’esecuzione di Walk Away con tutto il pubblico che cantava. E, parere personale, la canzone più attesa (dopo Eleonor) era 40ft che non ha deluso nè sfigurato.
Particolarmente d’effetto la scenografia. In parte coperta ed essenziale all’inizio del concerto, si è rivelata ben studiata con un bel gioco di luci e colori che ha scandito la successione delle canzoni.
Non so più chi ha detto che i FF sono un misto di rock, pop e punk. Bhè, per quanto mi riguarda questa persona non ci è andata molto lontano e questo concerto ne è la prova.

Dopo il concerto, grazie a Lelina, ho fatto la conoscenza di Monterey. Non potevo non nominarlo visto che le dritte che mi ha dato in cinque minuti fuori dal Mazdapalace al freddo e al gelo, oltre a rivelarsi delle ottime dritte, mi stanno aprendo un nuovo mondo…

Bene, forse si capisce poco ma il concerto mi è proprio piaciuto. A parte il problema tecnico in Eleonor non mi ricordo di aspetti negativi legati ai FF (il mio giudizio su TicketOne non raggiunge la sufficienza). Bello bello bello!

21 dicembre 2005

Buoni propositi per il pomeriggio

Archiviato in: Vita universitaria — bartxxxx @ 18:40

Volevo scrivere del concerto di sabato oggi. In università non c’erano nessuno così ne ho approfittato per venire a casa un po’ presto ed evitarmi le solite corse per andare in piscina poi più tardi. L’idea era quella di mettermi a continuare il lavoro iniziato in università ma ho dovuto provare il mio nuovo giochino: questo programmino che è tanto carino quanto inutile…
Credo che rimarrà sul computer un tempo brevissimo. Ma almeno mi ha fornito la scusa per fare poco o nulla…
Per il report dei FF bisognerà pazientare che la mia vena creativa si riattivi almeno un pochino…please wait…

18 dicembre 2005

Franz Ferdinand @ Mazdapalace, 17/12/05

Archiviato in: Musica — bartxxxx @ 19:45

Semplicemente uno S P E T T A C O L O !!!!
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A breve un breve report della serata, per ora gustatevi le foto che ha fatto mio fratello, che trovate QUI

15 dicembre 2005

Chi sarà mai?

Archiviato in: And the winner is — bartxxxx @ 23:59

“Ha firmato un disegno di legge che prevedeva che finanziamenti federali venissero distribuiti a organizzazioni caritatevoli “basate su fedi religiose”.
Ha portato a un totale di sessanta il numero dei crimini federali per i quali può essere inflitta la pena di morte.
Ha firmato un disegno di legge che mette fuori legge i matrimoni tra gay e ha fatto mandare in onda su stazioni radio cristiane degli avvisi pubblicitari nei quali si propagandava la sua opposizione a qualunque forma di riconoscimento legale a coppie dello stesso sesso.
In un breve lasso di tempo è stato capace di scacciare a calci dall’assistenza pubblica dieci milioni di persone – prego notare dieci milioni su un totale di quattordici milioni di assistiti.
[...]
Ha introdotto un progetto che escluderebbe ogni forma di assistenza ai minorenni-genitori che abbandonano la scuola se lasciano la casa dei genitori.
[...]
Nonostante gli appelli di governatori repubblicani come Geroge Ryan dell’Illinois favorevoli ad una moratoria sulla pena capitale, ha respinto ogni tentativo di rallentare il numero di esecuzioni anche dopo che era stata rivelata l’esistenza di dozzine di persone innocenti nei bracci della morte.
Ha concesso finanziamenti alle comunità locali per l’assunzione di oltre centomila poliziotti ed è un sostenitore della legge che prevede di sbattre dietro le sbarre per il resto dei loro giorni la gente che ha commesso tre reati – anche se si tratta di reati come il taccheggio o il non aver pagato la pizza.
In America ci sono pià persone prive di assicurazione contro le malattie adesso (2000, NdPG) rispetto a quando è entrato in carica.
Ha firmato delle ordinanze nelle quali si proibisce di prestare qualsiasi forma di assistenza sanitaria alle persone povere che risiedono illegalmente negli Stati Uniti.
E’ favorevole alla proibizione degli aborti tardivi e ha promesso di firmare il primo disegno di legge che gli arrivasse sulla scrivania che prevedesse l’esenzione solo se è in pericolo la vita della madre.
Ha firmato un’ordinanza che proibisce qualsiasi genere di finanziamenti USA a paesi che li utilizzino per aiutare donne che devono abortire.
Ha firmato un’ordinanza sospensiva di un anno che proibisce di uscare finanziamenti federali in paesi stranieri dove gli enti che si occupanto di controllo delle nascite presentano l’aborto come una scelta possibile per le donne incinte.
Si è rifiutato di firmare il trattato internazionale di Ottawa per la messa al bando delle mine antiuomo cui hanno già aderito 137 nazioni – tra le quali non figurano Iraq, Libia, Corea del Nord e, ahimè, Stati Uniti.
Ha sabotato il Protocollo di Kyoto insistendo sul fatto che foreste e terreni coltivati venissero inclusi nel calcolo della percentuale di riduzione delle emissioni degli Usa, ridicolizzando l’intero trattato (che era stato conccepito in primo luogo ridurre l’inquinamento da biossido di carbonio provocato da automobili e industrie).
Ha accellerato le trivellazioni di gas e petrolio sui terreni demaniali federali a un ritmo che è pari, se non in alcuni casi superiore, a quello dei livelli di sfruttamento registrati durante l’amministrazione Reagan.
[...]”
Stupid White Men – Micheal Moore

Bhè, care lettrici e cari lettori, avete capito di chi sta parlando il caro Moore?

(continua…)

Archiviato in: Musica — bartxxxx @ 23:21

Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l’ estate finiva più “nature” vent’ anni fa o giù di lì…
Con l’ incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca “l’Unità”,
la paghi tutta, e a prezzi d’ inflazione, quella che chiaman la maturità…

Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos’ è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent’ anni allora, i quasi cento adesso capirai…

Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c’ era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò…

E quanto son cambiato da allora e l’eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’ anni fa!

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all’ anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò…

Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perchè mi amavi non l’ ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me…

Infatti i fiori della prima volta non c’ erano già più nel sessantotto,
scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però
contro il sistema anch’ io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos…

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell’ LSD,
tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
e noi non l’ avevamo mai fatto e noi che non l’ avremmo fatto mai,
quell’ erba ci cresceva tutt’ attorno, per noi crescevan solo i nostri guai…

Forse ci consolava far l’ amore, ma precari in quel senso si era già
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
L’amore fatto alla “boia d’ un Giuda” e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può…
E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l’Hi-Fi…

Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità…

Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età,
oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…

E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s’ è perso o no a quei party…

Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai…
Eskimo – Amerigo, Francesco Guccini – 1978